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Dicembre 13, 2025Contenuto
- 1. La città dove l'imperatore romano veniva in vacanza
- 2. Come ha preso il nome Spalato?
- 3. Un tocco d'Egitto nel Mediterraneo
- 4. La cattedrale più antica del mondo
- 5. L'Hajduk come tipo di religione
- 6. Città Olimpica
- 7. Picigin – uno sport di Spalato
- 8. Il dito fortunato di Gregorio di Nona
- 9. Peškarija e Pazar
- 10. La tradizione di bere il caffè
- 11. Sia il nuoto che l'escursionismo
- 12. Biblioteca Morpurgo
- 13. Il profeta Maometto al monastero francescano
- 14. Marjan – i polmoni di Spalato
- 15. Moda a Spalato
Spalato è la città più grande della costa orientale del Mare Adriatico e la seconda città più grande della Croazia. È un importante centro economico e turistico, che ogni anno attrae un numero sempre maggiore di visitatori da tutto il mondo. È famosa per il suo Palazzo romano, il meraviglioso mare e le isole che la circondano. Sebbene sia una città relativamente piccola rispetto ad altre grandi mete turistiche europee, non ha nulla da invidiare per fascino e offerta. La sua storia, la gastronomia e l’atmosfera vibrante sono solo alcuni dei motivi per cui Spalato è una destinazione estiva imperdibile. Proprio per questo vale la pena scoprirne di più, e oggi vi presentiamo 15 cose che è bene sapere prima della vostra visita.
1. La città dove l'imperatore romano veniva in vacanza

Il panorama di Spalato oggi è impensabile senza il suo Palazzo, che si erge nelle immediate vicinanze della Riva e adorna il cuore del centro storico della città.
Ma sapete come e quando è nato?
L’imperatore Diocleziano fu un imperatore romano che regnò dal 284 al 305 d.C. Nato a Salona, verso la fine della sua vita si ritirò in una residenza costruita nella vicina città di Spalato, accanto alle sorgenti sulfuree terapeutiche.
Possiamo dire che non si tratta di una semplice residenza estiva, ma di un vero e proprio Palazzo in ogni senso del termine. La pietra proveniente da Brazza, il granito nero dall’Africa e il marmo dall’Italia rendono questo Palazzo, situato nel centro di Spalato, un rifugio straordinario che si estende su 40.000 metri quadrati. Il Palazzo è suddiviso in quattro parti: la parte meridionale era riservata all’imperatore, mentre quella settentrionale alla guardia imperiale. L’interno era accessibile tramite diverse porte, che oggi si possono ancora ammirare presso il monumento a Gregorio di Nona (Porta Aurea), accanto al mercato (Porta Argentea), sul lato occidentale vicino al palazzo Benedetti (Porta Ferrea) e all’uscita dai sotterranei verso il mare (Porta Aenea).
Quando da Roma lo invitarono a tornare, l’imperatore rispose: “Se vedeste dove mi sono sistemato, non mi chiedereste mai di tornare”. Da questa frase si capisce tutto, vero?
2. Come ha preso il nome Spalato?

Quando digitate su Google la parola “Spalato, Croazia”, probabilmente la prima immagine che vi apparirà sarà quella del Palazzo di Diocleziano, di cui avete appena letto qualche riga più sopra. Possiamo affermare con certezza che il palazzo dell’imperatore romano è il simbolo della città di Spalato. Anzi, una delle teorie sull’origine del nome della città si basa proprio sul fatto che la parola latina per “palazzo” (palatium) ricorda molto le antiche versioni del nome della città (Spalatus, Spalatium).
Tuttavia, esiste anche un’altra versione, più romantica, sull’origine del nome di questa città sulla costa adriatica, ed è legata a nient’altro che a un fiore. Tutta la Dalmazia è ricoperta da un fiore molto noto, la ginestra, e Spalato non fa eccezione. Ma per questa storia è più importante il suo nome greco: “asphalatos”, ovvero in greco antico “Ασπάλαθος”.
Capite dove vogliamo arrivare?
Prima dell’imperatore Diocleziano, i coloni greci trascorrevano le loro giornate in questa zona, e possiamo immaginare che siano stati proprio loro a dare il nome a Spalato, ispirandosi alle colline gialle che circondano la città.
Naturalmente, è impossibile saperlo con certezza: tutte queste sono teorie basate su prove storiche più o meno attendibili.
3. Un tocco d'Egitto nel Mediterraneo

Insieme alle piramidi, la sfinge è il simbolo più riconoscibile dell’antico Egitto e dei miti che lo circondano. Ma sapevate che potete vedere delle sfingi anche in Croazia, proprio nel centro di Spalato? E che legame c’è tra Spalato ed Egitto?
Il già citato imperatore Diocleziano, a cui si attribuisce la fondazione della città di Spalato, era un grande appassionato della cultura egiziana. Inoltre, durante il suo regno, l’Egitto era una colonia romana: ciò significa che l’imperatore Diocleziano ne era, per così dire, il “proprietario” e poteva appropriarsi liberamente di ciò che desiderava. Tra le cose che più lo affascinavano c’erano proprio le sfingi, che decise di portare con sé per adornare il suo palazzo estivo a Spalato. Si dice che, su suo ordine, dall’Egitto furono trasportate ben dodici sfingi, destinate a decorare le facciate del palazzo.
La maggior parte di esse fu distrutta durante le campagne cristiane, poiché si credeva che rappresentassero simboli pagani. Quella meglio conservata si trova nel Peristilio: è realizzata in granito nero africano e si erge orgogliosa da migliaia di anni in una delle piazze più belle di Spalato. Risale all’epoca del faraone Thutmosi III e si considera uno degli oggetti più antichi della città, con oltre 3000 anni di storia.
4. La cattedrale più antica del mondo

È ironico pensare che, sebbene Diocleziano avesse in passato perseguitato i cristiani, la città da lui fondata oggi ospita la cattedrale più antica del mondo, nella quale si celebrano ancora le funzioni religiose e che conserva la sua struttura originale, senza importanti interventi di restauro né all’interno né all’esterno.
Si tratta della cattedrale di San Doimo (San Doimo o San Domnio), patrono di Spalato. La cattedrale si trova all’interno del complesso del Palazzo di Diocleziano, nella piazza del Peristilio, e in origine era il mausoleo imperiale, costruito all’inizio del IV secolo. Fu lo stesso imperatore Diocleziano a decidere che quello sarebbe stato il luogo del suo eterno riposo.
Nel VII secolo, la popolazione fu costretta a fuggire davanti agli Avari e agli Slavi, ma quando alcuni di loro tornarono a Spalato, trasformarono il mausoleo imperiale in una chiesa cristiana, rimuovendo gli idoli pagani e il sarcofago che conteneva i resti dell’imperatore. Oggi la cattedrale è aperta alle visite (tranne durante la messa) e consigliamo vivamente di salire sul campanile, da dove potrete ammirare la vista più bella su Spalato e sulle isole vicine (Čiovo, Brazza e Solta).
5. L'Hajduk come tipo di religione

È noto che Spalato è la capitale degli olimpionici e probabilmente la città da cui proviene il maggior numero di medaglie olimpiche. Tuttavia, Spalato ha una squadra sportiva che si trova al di sopra di tutte le altre, indipendentemente dai risultati ottenuti.
Si tratta dell’Hajduk, un club celebrato in numerose canzoni; le sue partite non si perdono mai e l’amore per l’Hajduk è uno stile di vita che gli abitanti di Spalato amano coltivare. Passeggiando per la città vi imbatterete in innumerevoli murales e graffiti dedicati alla squadra, e assistere a una partita nella “bella di Poljud” è un’esperienza unica: non solo per la bellezza di uno degli stadi più affascinanti al mondo, ma anche per l’atmosfera e le coreografie della leggendaria Torcida, i tifosi che accompagnano con passione l’Hajduk in ogni vittoria e sconfitta.
È facile accorgersi quando in città si gioca una partita: tutti indossano abiti bianchi e portano le sciarpe per sostenere l’Hajduk, e tornano allo stadio con lo stesso entusiasmo, indipendentemente dal risultato.
6. Città Olimpica

Come abbiamo già accennato, Spalato è davvero una città di atleti eccezionali, e i risultati insieme alle medaglie olimpiche ne sono la prova concreta. Oltre al leggendario Goran Ivanišević e alla sua celebre vittoria a Wimbledon, di cui si parla ancora oggi, Spalato può vantarsi di avere ben 72 atleti medagliati olimpici. I loro nomi sono incisi per sempre sulle targhe del lungomare occidentale della Riva, e alcuni di loro hanno riportato a casa persino due medaglie. Non si può non menzionare il club di pallacanestro Jugoplastika, proclamato dalla FIBA come la migliore squadra di basket del XX secolo. Si può dire che questa città viva davvero di sport, dimostrando ancora una volta che lo stile di vita mediterraneo è tra i più sani al mondo.
7. Picigin – uno sport di Spalato

Parlando di sport, è impossibile non menzionare il picigin. Il picigin è uno sport amatoriale croato originario di Spalato, precisamente della spiaggia di Bačvice. È praticato da persone di tutte le età ed è riconosciuto come bene immateriale del patrimonio culturale croato. Sebbene sia principalmente uno sport estivo, gli appassionati di picigin lo giocano tutto l’anno, e ormai è diventata una tradizione disputare una partita di picigin a Bačvice il primo giorno dell’anno nuovo.
Il picigin è un gioco senza vincitori, e proprio per questo è difficile parlare di regole rigide. Le regole di base sono molto semplici: cinque giocatori, disposti a pentagono, si trovano in acqua profonda tra dieci e venti centimetri (se l’acqua è più profonda, il gioco diventa più lento e meno spettacolare). I giocatori si passano una piccola palla colpendola con i palmi delle mani, cercando di non farla cadere in mare.
8. Il dito fortunato di Gregorio di Nona

Oltre a grandi atleti, Spalato è anche la patria di straordinari artisti. Uno dei più grandi scultori di tutti i tempi, Ivan Meštrović, ha onorato la città con la statua di Gregorio di Nona. Questa scultura è motivo di grande orgoglio per gli abitanti di Spalato e, con il tempo, è diventata parte di una tradizione e di una superstizione popolare: si dice infatti che se si tocca il pollice di Gregorio e si esprime un desiderio, questo si avvererà. Migliaia di persone lo fanno ogni anno, e il pollice, ormai consumato dal tocco, ha assunto un colore dorato — un segno inconfondibile che indica il punto da toccare per mettere alla prova la propria fortuna.
Dieci grandi simboli della fortuna — il sito web virtualtourist.com ha pubblicato una classifica delle attrazioni più note legate alla buona sorte, e tra queste figura proprio il pollice di Gregorio di Nona.
9. Peškarija e Pazar

È risaputo che il segreto della cucina mediterranea risiede nella freschezza degli ingredienti e nella loro varietà, e vi consigliamo vivamente di seguire questa filosofia durante la vostra vacanza in Dalmazia. Accanto alla via principale della città, via Marmontova, troverete la Peškarija, ovvero il mercato del pesce, dove potrete acquistare ogni tipo di pesce fresco per il vostro pranzo. È un’esperienza davvero particolare, dove vi troverete circondati da una grande varietà di molluschi, pesci e polpi. Al mattino il luogo è un vivace mercato del pesce, ma già dopo mezzogiorno viene lavato e trasformato in un ristorante, quindi vi consigliamo di andarci abbastanza presto se volete vivere appieno questa esperienza.
Lo stesso vale per il mercato di frutta e verdura, il Pazar, dove oltre a trovare prodotti freschi potrete immergervi nell’atmosfera autentica di Spalato, tra chiacchiere (“ćakule”) e il tipico trambusto mediterraneo della città.
10. La tradizione di bere il caffè

Spalato coltiva una tradizione guidata dal motto “con calma”, “pian piano”, “non c’è fretta”, e questo spirito si riflette anche in un’abitudine molto amata: quella di sorseggiare il caffè per ore. A Spalato, andare a prendere un caffè non significa semplicemente bere una tazzina in fretta, ma partecipare a un vero e proprio rituale che include conversazioni, incontri con amici e l’opportunità di conoscere nuove persone. Il “caffè” è, in realtà, un pretesto per un rito di socializzazione tipicamente mediterraneo che gli abitanti della Dalmazia adorano. Tenetelo a mente quando passeggiate lungo la Riva di Spalato e vedete i caffè pieni di gente, oppure quando un locale vi invita “a prendere un caffè” — perché molto probabilmente non sarà solo un incontro veloce.
11. Sia il nuoto che l'escursionismo

Siamo certi che siate già affascinati dalla varietà che offre la Croazia e dal fatto che, in un paese così piccolo, si possa sia nuotare che fare escursioni in montagna. Tuttavia, per vivere tutto questo non è nemmeno necessario lasciare Spalato o spingersi più a nord nel Paese. Se avete uno spirito avventuroso, nell’entroterra di Spalato troverete il monte Mosor e il colle Kozjak, dove potrete visitare rifugi di montagna ideali per una pausa ristoratrice. Sul monte Mosor potrete anche gustare piatti tradizionali locali che vi daranno certamente l’energia necessaria per proseguire fino alla vetta.
12. Biblioteca Morpurgo

Spalato può vantarsi di avere una delle librerie più antiche d’Europa, insieme a quelle di Lisbona e Parigi. Fu fondata nel 1860 dall’ebreo spalatino Vid Morpurgo. Se aggiungiamo il fatto che questa libreria non ha mai cambiato sede, possiamo affermare che rappresenta un vero e proprio monumento alla cultura. Ha superato due guerre mondiali, il capitalismo e diverse crisi economiche, e la sua lunga sopravvivenza può essere vista come una metafora dello spirito tenace e testardo della gente dalmata. Purtroppo, dopo 157 anni di attività, la libreria ha chiuso le sue porte cinque anni fa. Tuttavia, poiché è considerata un bene culturale immobile della Croazia e il suo edificio è sotto tutela, per legge nel luogo dove si trovava la libreria Morpurgo non può esserci nient’altro se non una libreria.
13. Il profeta Maometto al monastero francescano
Non tutti sanno che, secondo l’Islam, è vietato rappresentare il volto del profeta Maometto. Questo divieto nacque come reazione contro l’idolatria, in risposta alla raffigurazione di Gesù Cristo come uomo, che aveva portato alla sua venerazione eccessiva. Infatti, uno dei principi fondamentali dell’Islam è che Maometto era un uomo e non una divinità, e si temeva che rappresentandolo come figura umana, i fedeli potessero finire per adorarlo più di Allah. Le eccezioni sono rare e si trovano in paesi come la Turchia o l’Iran, ma in generale la parola scritta è considerata il principale mezzo di diffusione della fede, mentre la calligrafia è solitamente l’unico elemento decorativo nelle moschee.
Perché parliamo di questo? Perché una delle rarissime raffigurazioni del profeta Maometto si trova proprio a Spalato, e precisamente nel monastero francescano. Si racconta che proprio questa immagine abbia salvato la chiesa e il monastero dalla distruzione da parte dei Turchi nel XVI secolo: dopo aver riconosciuto la figura del loro profeta, essi decisero di non bruciare né distruggere l’edificio.
14. Marjan – i polmoni di Spalato

Il parco-foresta Marjan si estende nella parte occidentale di Spalato, e gli abitanti della città amano definirlo i “polmoni della città”. Copre un’area grande quanto il Central Park di New York ed è una meta imperdibile per tutti gli appassionati di attività all’aperto, anche se il caro Marjan offre molto di più. Potete passeggiare tra i sentieri immersi nella natura, fermarvi in uno dei tanti belvedere, fare il bagno nelle spiagge ai piedi del colle o visitare le cappelle che da secoli attirano visitatori. Merita una menzione speciale la cappella di San Giorgio, costruita nel 1500, che presenta una particolarità unica: sembra infatti emergere direttamente dalla roccia.
15. Moda a Spalato

Spalato è una città dove noterete subito donne e uomini vestiti con eleganza, e le occhiali da sole sono l’accessorio di moda per eccellenza, dato che la città gode di sole per gran parte dell’anno. L’abbigliamento sportivo e casual è riservato alle passeggiate sul Marjan, mentre per un caffè sulla Riva di Spalato si preferisce un abbigliamento più curato. I croati sono persone che amano sempre apparire al meglio e tenersi al passo con le tendenze mondiali, quindi non sorprendetevi se in città vedrete molte persone vestite con grande stile.


